Noi chi?
"Per noi il matrimonio e' una cosa e diciamo che altre forme di convivenza hanno regolazione diversa. Io sono per regolare altre convivenza con forme non sovrapponibili a quella del matrimonio". Leggere la dichiarazione di Bersani sul matrimonio gay parecchio tempo prima che la Consulta rinviasse al 12 aprile, mi ha fatto venire un magone non da poco specie dopo il bellissimo racconto di Ivan sulla giornata di ieri davanti alla sede della Corte Costituzionale (grassetto mio): "Vederli all’opera, sentirli parlare, apprezzarne la sapienza tecnica e il coraggio civile è stato vedere in azione il PD di cui sono felice di far parte: un partito fatto di persone eccellenti, coraggiose, aperte al dialogo, disposte a esplorare senza paraocchi ideologici aree e problemi nuovi della società, disponibili a mettere in comune i propri talenti". Naturalmente Scalfarotto non parlava del segretario, e nemmeno si immaginava che Bersani, a sentenza ancora non pronunciata, potesse dire queste parole essendo lui il capo di quelle "persone eccellenti, coraggiose, aperte al dialogo, disposte a esplorare senza paraocchi ideologici aree e problemi nuovi della società". Ivan si riferiva al collegio di difesa. Si riferiva comunque a persone del Pd: Marilisa D’Amico e Vittorio Angelini, entrambi militanti del Partito Democratico, e tra l'altro Angelini candidato alle regionali a Milano. Quello che mi da più fastidio è il plurale maiestatis di Bersani: per noi il matrimonio... "Per noi" chi? Scusa Bersani, ma chi sono questi "noi"? chi sono questi "noi" che dicono matrimonio e convivenza hanno regolazione diversa? Non Ivan naturalmente: era lì in Consulta ad attendere col cuore in mano per uno storico sì; non era Cristiana Alicata che da anni ormai si batte per i diritti paritari degli LGBT. E non era nemmeno Paola Concia, dato che ti ha persino risposto da persona eccellente, coraggiosa, aperta al dialogo, disposta a esplorare senza paraocchi ideologici aree e problemi nuovi della società qual è: “Caro Bersani, fare dichiarazioni mentre la Corte Costituzionale era ancora riunita in camera di consiglio e non aveva ancora emesso il pronunciamento sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, a mio parere non è stata una cosa opportuna. La politica, quella che fa bene al paese, mentre un’istituzione come la Corte Costituzonale sta per pronunciarsi, si ferma, soprattutto in campagna elettorale, perché sai bene che le strumentalizzazioni su questi temi sono all’ordine del giorno. Essendo un uomo accorto, sai bene che quello che hai detto a proposito della regolamentazione delle unioni tra persone dello stesso sesso è una tua opinione, rispettabilissima perché sei il nostro segretario: ma sai anche bene che il PD è un partito plurale e che prima di decidere una posizione sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, dovrà fare una discussione democratica, che coinvolga tutti. Come sai su questo tema non la penso come te e non sono la sola dentro al PD”. E non ero nemmeno io, dato che ho sempre scritto l'esatto contrario. Ma forse eri tu, Bersani. Forse quel "noi" deriva dall'incarico che ricopri dove tutto ciò che dici è necessariamente un "noi". Forse quel noi stavolta è di troppo, forse quel noi è solo un "io". Ecco, stai un pelino più attento la prossima volta perché il tuo discorso è da omofobo. E tu non sei omofobo in fin dei conti, sei solo vecchio.